Passeggiate

Passeggiate nelle chiese e Scuole di Venezia

Le nostre prossime proposte

Le chiese e le Scuole di Venezia sono scrigni di pittura, scultura e architettura: Tiziano, Tintoretto, Veronese, Bellini e i grandi maestri lavorarono per confraternite e parrocchie, lasciando cicli che si possono vedere ancora nel luogo per cui furono pensati.

Queste passeggiate prevedono l'ingresso negli edifici e la lettura delle opere nel loro contesto: la funzione religiosa e civile delle Scuole, il ruolo delle confraternite, il significato di pale d'altare e teleri. Un percorso per chi vuole guardare l'arte veneziana dove è nata, e non solo nei musei.

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21 passeggiate

IL PANTHEON AI SANTI GIOVANNI E PAOLO
CHIESE E SCUOLE

IL PANTHEON AI SANTI GIOVANNI E PAOLO

Approfondiremo i due secoli di vicende costruttive dell'imponente basilica gotica, insieme ai suoi primati: possiede il corredo tombale terragno e monumentale più ricco di Venezia e la vetrata più grande in città. Sono rilevanti anche le absidi poligonali: per poterle ammirare fu creato appositamente uno slargo. Scelta per le sepolture di eroi e insigni personaggi, vi si celebravano gli imponenti funerali dei dogi, tra opere di Vivarini, Bellini, Lotto, Veronese, Bassano, Piazzetta e un capolavoro bruciato del Tiziano.

I CAPOLAVORI DEI FRARI
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I CAPOLAVORI DEI FRARI

Santa Maria Gloriosa dei Frari è la sua dedicazione completa e nel "Gloriosa" si rispecchia il titolo perfetto per i capolavori che contiene: opere di Bellini, Vivarini, Donatello e Tiziano, Bregno, Lombardo, Vittoria, Longhena, oltre ai cenotafi dei maestri Tiziano e Canova. Le si affianca uno dei campanili più alti della città e proliferano eleganti cappelle gentilizie, con i loro fastosi corredi pittorici e scultorei. Manifestamente prezioso è il coro ligneo, entro setti marmorei, nella sua posizione originale.

L'OMBELICO DI SAN SALVADOR
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L'OMBELICO DI SAN SALVADOR

È la chiesa ubicata nel baricentro cittadino e non si tratta solo di una questione geometrica. Ne conosceremo le ragioni e la sua somiglianza con San Marco, dopo la ristrutturazione cinquecentesca, che vide avvicendarsi ben quattro famosi architetti, e perché fu scelta per ospitare le ceneri del primo patrono cittadino, San Teodoro, e della regina Caterina Cornaro. Accoglie opere considerevoli di Tiziano e Sansovino, oltre a una pala d'argento cesellato e dorato, che si può vedere solo in rare festività.

LA SALVEZZA AL REDENTORE
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LA SALVEZZA AL REDENTORE

Fu edificato come tempio votivo dalla Repubblica al culmine di un sofferto percorso dei cittadini, provati dalla disastrosa pestilenza del 1575-1576. Fu anche il progetto ultimo e apice di una carriera per il Palladio. Mostreremo come umanità e architettura si siano fuse in un'opera maestra, che non ha uguali a Venezia per innovazione di pianta e alzato, per l'equilibrio dell'apparato iconografico e per la sobrietà voluta dai cappuccini, che ne sono ancora oggi i custodi.

IL BALUARDO DI SAN GIORGIO MAGGIORE
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IL BALUARDO DI SAN GIORGIO MAGGIORE

Isola concepita in funzione di difesa dell'area marciana e successivamente concessa ai benedettini, divenne un centro culturale, la cui importanza ricadde nelle scelte stilistiche interne ed esterne della chiesa, di cui riveleremo i nessi. Di origine antica, ma ideata nella sua forma attuale da Andrea Palladio e conclusa dopo la sua morte, si staglia per la bianca magnificenza nelle acque del bacino San Marco, nonché per le notevoli opere di Jacopo Tintoretto, di suo figlio Domenico, di Palma il Giovane e Leandro Bassano.

LO SCRIGNO DI SAN SEBASTIANO
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LO SCRIGNO DI SAN SEBASTIANO

La chiesa accoglie la tomba di Paolo Veronese, che l'ha resa un simbolo parlante della fusione tra pittura, scultura e architettura del Cinquecento veneziano. Ne individueremo le emozionanti connessioni, attraverso la storia dell'eroina biblica Ester e senza scordare i legami allegorici con le vicende belliche della Serenissima. Godremo pure della ricchezza lignea e pittorica della sacrestia e, in una cappella, del pavimento a maioliche, inconsuete per la città, insieme alle ante interne ed esterne dell'organo sempre di mano del Veronese.

LA BOMBONIERA DI SANTA MARIA DEI MIRACOLI
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LA BOMBONIERA DI SANTA MARIA DEI MIRACOLI

Conosceremo le origini di questo piccolo manufatto, un bonsai rinascimentale, intriso di devozione e incrostato di marmi preziosi, nei suoi lati da terra e da acqua, opera di Pietro Lombardo e dei suoi figli Antonio e Tullio. È una scultura, invece, di Giorgio Lascaris la protesa Madonna con il Bambino, sopra l'ingresso. È la chiesa preferita dagli sposi, ancora oggi, per celebrare i matrimoni e come non comprenderli dopo aver scorto lo scenografico presbiterio rialzato, transennato da merlettate balaustre?

L'ANTICA SEDE PATRIARCALE DI SAN PIETRO DI CASTELLO
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L'ANTICA SEDE PATRIARCALE DI SAN PIETRO DI CASTELLO

La storia della chiesa veneziana affonda le sue radici in questa sperduta isola di pescatori di cui San Pietro ne è l'emblema. Troveremo i fili che la annodano all'arte veneziana, come alla santità dei suoi rappresentanti, tra cui il primo patriarca cittadino, il caritatevole Lorenzo Giustinian, cui è riservata sepoltura nel barocco altare del presbiterio, opera del Longhena. Tra i pezzi ragguardevoli delle navate, figura la "cattedra di San Pietro", uno scranno marmoreo con scritte del Corano: un vero rompicapo.

L'ESSENZA DEL SETTECENTO AI GESUATI
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L'ESSENZA DEL SETTECENTO AI GESUATI

Quando si dice un'icona, se ne vede bene ai Gesuati il significato. Santa Maria del Rosario, questo è il nome proprio della chiesa, è l'opera condivisa per intenti dalle tre personalità artistiche più influenti del Settecento veneziano: l'architetto Massari, il pittore Tiepolo e lo scultore Morlaiter. Il loro è un inno alla benevolenza mariana e allo strumento del rosario, che tanto caratterizzò San Domenico e tutti i santi domenicani, in sinergia salvifica con angeli, profeti ed evangelisti, glorificati tra cappelle e nicchie.

I TESORI DELLA PICCOLA SAN GIOVANNI IN BRAGORA
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I TESORI DELLA PICCOLA SAN GIOVANNI IN BRAGORA

Esordiremo dal campo e dai suoi allettanti nomi, importanti per comprendere la specificità del luogo e del sorgere fin dal VII secolo di una chiesa. Ne vedremo all'esterno la semplice facciata gotica, con un affresco semisbiadito del Battista, ma cosa ci rivelerà all'interno? Una sorpresa dopo l'altra di opere d'arte, tra cui alcune firmate da Bartolomeo e Alvise Vivarini e da Cima da Conegliano, di reliquie che la scelsero come sede (e con i santi non si scherza!), il trono di un papa e il fonte battesimale di Vivaldi.

L'OPULENZA DEI GESUITI
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L'OPULENZA DEI GESUITI

Perché si resta basiti entrando ai Gesuiti? Perché è una chiesa completamente diversa dalle centinaia presenti in città e ricorda piuttosto altre, di committenza gesuita, poste a Roma, Napoli e Palermo. Possiede nella progettazione il marchio aulico dei Gesuiti e comprenderemo cosa si celi nella varietà dei marmi e dei gessi, nella cupola traforata del colossale baldacchino, nelle opere di Tiziano e Tintoretto, nel ciclo della sacrestia di Palma il Giovane, nelle statue degli arcangeli e nella straordinaria facciata con l'Assunta in volo.

IL SIGILLO DEI MERCANTI AI CARMINI
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IL SIGILLO DEI MERCANTI AI CARMINI

Santa Maria del Carmelo è lo spettacolare frutto delle ambizioni di mercanti ed ecclesiastici, che la arricchirono di opere e significati, commissionate tra gli altri a Cima da Conegliano e al Lotto, ad Andrea Schiavone e al Padovanino, ad Antonio Corradini e a Giuseppe Torretti, le cui memorie onoreremo. Scopriremo le parti trecentesche, che si sono conservate dopo il rinnovamento del Cinquecento e le fastose decorazioni dei secoli successivi, fra archi e intradossi, a celebrazione dell'ordine carmelitano.

IL SANTUARIO DI SANTA LUCIA CUSTODITO A SAN GEREMIA
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IL SANTUARIO DI SANTA LUCIA CUSTODITO A SAN GEREMIA

È una specie di matrioska la chiesa dei santi Geremia e Lucia, tutta da esplorare e da decifrare nei suoi manufatti unici. Troveremo infatti una chiesa dentro l'altra e cappelle che rimandano ad altri santi ancora, in seguito ai rimaneggiamenti dell'originaria costruzione, forse dell'VIII secolo. Rilevante fu la ricostruzione settecentesca, cui si adattò un secolo dopo una cappella per far posto al corpo della martire Lucia, dopo che fu abbattuta la chiesa omonima per costruire la facciata della stazione ferroviaria.

SOTTO IL SEGNO DEL MARE A SAN GIACOMO DELL'ORIO
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SOTTO IL SEGNO DEL MARE A SAN GIACOMO DELL'ORIO

Chiesa antica, in cui il sapore del mare si scioglie sotto ai nostri sguardi, nel calore di una chiglia di nave rovesciata e di altri elementi giunti da oltremare, come una colonna, magnificata da D'Annunzio. Ne mostreremo le particolarità, tra cui la sua posizione al centro dell'ameno campo, il campanile romanico, le esterne patere bizantine, l'acquasantiera a quadrifoglio, il Crocifisso di Paolo Veneziano, i comparti dorati del Veronese e il ciclo eucaristico di Palma il Giovane, che la rendono infinitamente preziosa.

SANTO STEFANO A SCAVALCO DI UN RIO
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SANTO STEFANO A SCAVALCO DI UN RIO

Scopriremo l'inedita struttura architettonica che oltrepassa e dà il nome al rio del Santissimo, insieme agli altari di mestieri e di comunità straniere, nonché all'impressionante campanile storto, con il raddoppio del campaniletto a vela. Chiesa gotica con un mirabile portale, presenta anche un superbo soffitto ligneo pentalobato, sotto cui riposano le spoglie di celebri uomini d'arme: il condottiero Bartolomeo d'Alviano e il capitano generale da mar Francesco Morosini. È presente anche un'opera del Canova per il senatore Falier.

IL MISTERO DI SAN FRANCESCO DELLA VIGNA
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IL MISTERO DI SAN FRANCESCO DELLA VIGNA

Conosceremo la storia affascinante e suggestiva di una tra le chiese più prestigiose di Venezia, il cui complesso comprende il monastero, i chiostri, gli orti e la celebre vigna, che ne diede il nome, nonché un inestimabile patrimonio artistico grazie agli architetti Sansovino, Palladio, Longhena, ai pittori Bellini, Negroponte, Veronese, Tintoretto, Tiziano, allo scultore Vittoria e a molte curiosità… insieme a un mistero.

I SIGNIFICATI NASCOSTI DELLA SALUTE
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I SIGNIFICATI NASCOSTI DELLA SALUTE

Riveleremo i dettagli di una mole di pietra d'Istria servita a innalzare il tempio votivo, in seguito alla terrificante peste del 1630, e concluso nell'arco di cinquant'anni su un'immensa foresta rovesciata. Scopriremo perché fu un progetto di rinnovamento più ampio della devozione, quali i santi della chiesa nazionale richiamati, quale la forza di Maria "capitana", in un girotondo di simboli, rose, stelle, ali d'angelo e numeri della cabala.

UN SORPASSO DI DEDICAZIONE ALLA MADONNA DELL'ORTO
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UN SORPASSO DI DEDICAZIONE ALLA MADONNA DELL'ORTO

Originariamente dedicata a San Cristoforo, per il suo legame con l'acqua e le attività della zona, l'imponente chiesa gotica si affidò successivamente alla protezione della Madonna, grazie a una grande statua trasportata da un orto vicino. Sveleremo i segreti di un'opera straordinaria del Cima da Conegliano e delle imponenti tele di Jacopo Tintoretto, riconosciute come capolavori dei due maestri e scopriremo dove è sepolta la famiglia Tintoretto, con Jacopo, Domenico e Marietta in testa alla numerosa schiera.

LA PESTE E IL COMPLESSO DELLA SCUOLA GRANDE DI SAN ROCCO
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LA PESTE E IL COMPLESSO DELLA SCUOLA GRANDE DI SAN ROCCO

Comprenderemo come le ripetute epidemie di peste e i loro agghiaccianti effetti furono all’origine della costruzione di chiesa, Scoletta e Scuola Grande di San Rocco, il monumentale complesso in cui Jacopo Tintoretto per decenni forgiò decine di grandi tele, lasciando per l’eternità un capolavoro di bellezza e di fede. Procederemo lungo la stessa processione che si svolgeva in passato per cogliere i significati morali sottesi nella pietra e nei dipinti.

DONNE E TIEPOLO ALLA SCUOLA GRANDE DEI CARMINI
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DONNE E TIEPOLO ALLA SCUOLA GRANDE DEI CARMINI

Per l'insieme decorativo costituito da monocromi del Bambini, stucchi di Bossi e Stazio, tele del Padovanino, Piatti, Piazzetta, Lazzarini, Zompini e Menescardi, troveremo nella Scuola di Santa Maria del Carmelo una vera bomboniera, in cui Giambattista Tiepolo ebbe una parte decisiva, ma fu ancora più significativa per il ruolo delle donne nell’organizzazione di questa istituzione: fu tra le poche, infatti, con un organo direttivo femminile.

IL PRESTIGIO DI UNA RELIQUIA ALLA SCUOLA GRANDE DI SAN GIOVANNI EVANGELISTA
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IL PRESTIGIO DI UNA RELIQUIA ALLA SCUOLA GRANDE DI SAN GIOVANNI EVANGELISTA

In principio ci fu una reliquia, non solo una preziosa reliquia, ma una più rilevante di altre, perché appartenente alla croce di Gesù e, quindi, più fortemente significativa per la redenzione umana. Da tale rarità si sviluppò la Scuola di devozione e si ampliò l'edificio, che noi potremo vedere nell'impianto medievale, in quello rinascimentale, con lo spettacolare scalone di Mauro Codussi e, infine, barocco, senza scordare l'elegante setto marmoreo dei Lombardo in campiello e la dirimpettaia chiesa omonima, di antica fondazione.