Sono proposte, secondo un programma mensile, in ogni periodo dell'anno.
Normalmente, vengono ripetute a intervalli di tre/quattro mesi.
Le più richieste sono riproposte più spesso.
Durano due ore.
Date, orari e costi sono specificati nella newsletter mensile.
Pertanto, è necessario iscriversi se si desidera conoscerli.
Sono possibili itinerari personalizzati o di gruppo: basta concordarli.


RIALTO: IL COMMERCIO

Scopriremo come la mitica fondazione della città nel 421 si sia impastata con la necessità di scambi in laguna veneta tra le realtà dell'entroterra e i popoli del Mediterraneo, cosa e dove fosse Rivoaltus, le caratteristiche del mercato e delle merci veneziane, la sede delle magistrature di Stato e i palazzi che le accoglievano, la presenza delle Schole e delle chiese di giurisdizione ducale nell'insula realtina.

ARSENALE: L'INDUSTRIA

Scopriremo lo sviluppo della fabbrica di Stato, attraverso un insolito percorso lungo le mura esterne dell'Arsenale, lì dove è possibile fiancheggiarle a piedi, e come la sua presenza poté condizionare l'intero sestiere di Castello nelle attività produttive e nell'urbanistica, insieme alle magnifiche invenzioni costruttive, tecnologiche, corporative e sociali di cui il cantiere navale veneziano fu anticipatore.

PIAZZA SAN MARCO: IL POTERE

Scopriremo i fattori che portarono alla scelta di un centro non baricentrico del palazzo del governo, lo stratificarsi di una sede non solo rappresentativa del potere, ma di ritualità dello stesso, la saldatura tra istituzioni e religione, la visibilità degli organi amministrativi dentro una macchina di Stato efficiente ed efficace e, pertanto, duratura nella storia della Repubblica e nell'immaginario collettivo.

EMOZIONI IN PIAZZA SAN MARCO

Esploreremo la storia della Piazza, la sola della città, alla luce delle funzioni istituzionali e religiose degli edifici che vi si affacciano (basilica, campanile, palazzo del doge, libreria, prigioni, zecca, uffici dei procuratori, torre dell'orologio, caffè, patriarcato, musei, ingressi d'acqua e da terra, assi ideali) e della rete di significati più profondi, che la rendono incomparabilmente unica.

CANAL GRANDE: LA VIA MAESTOSA

Scopriremo come un corso d'acqua sia diventato la struttura portante di una città senza terra e quanto il destino di Venezia sia debitore a un fiume in viaggio verso il mare, insieme ai metodi costruttivi per erigere case, palazzi e chiese, lì dove la natura trasuda fango, con tante storie particolari di famiglie che vollero legare per sempre l'ingegno e la fortuna a una riva. Ne vedremo anche le trasformazioni di uso nel corso dei secoli.

LA VENEZIA DI MARCO POLO

Esploreremo la vita quotidiana nella città medievale e marinara del celebre veneziano, giunto fino agli allora estremi confini del mondo, la cui avventura partì dal fondaco di famiglia, la casa-magazzino dei mercanti veneziani, capace di stipare merci rare e preziose, insieme a influssi e sapori d’Oriente. Scopriremo le sue vicende e quelle dei suoi più stretti familiari, alla luce di una Venezia abile e ingegnosa, capace di un'efficace organizzazione in patria e in mare.

LA VENEZIA DI ALDO MANUZIO

Seguiremo le tracce degli anni veneziani dello stampatore più importante di sempre, che non nacque in città, ma la scelse come patria eletta, libera e liberale. E comprenderemo le ricadute del suo genio nella Venezia del Cinquecento e nel presente, dalla lingua italiana ai caratteri di stampa, dal formato tascabile al catalogo, dalla virgola all'apostrofo, dall'equilibrio delle pagine all'armonia, senza scordare la sua speranza di pace tra i popoli, che solo la cultura può donare al mondo intero.

LA VENEZIA DI TIZIANO

Individueremo nel genio della pittura del Cinquecento veneziano i tratti di quella fierezza, dagli esordi alla maturità, che si rispecchiava nell'indipendenza e nella libertà statuale e religiosa della Serenissima, nell'espressione del suo secolo d'oro per arte, società e cultura. Scopriremo le sue origini cadorine e il contesto della distinta casata dei Vecellio, i luoghi della sua formazione, delle rivalità, delle amicizie, dei successi, degli onori e dei dispiaceri, della famiglia e della morte, sigillo di una fama immortale.

LA VENEZIA DI TINTORETTO

Mostreremo il fil-rouge che lega la carriera del ribelle pittore veneziano alle Scuole e alle Compagnie della Calza, associazioni che sostenevano la vita culturale nella fastosa Repubblica del Cinquecento, insieme ai luoghi dei suoi più cari affetti, cui restò radicato e fedele pur nelle intemperie della vita. Ne scopriremo il carattere audace, la tempra resiliente, la mente brillante, la straordinaria inventiva, che lo portarono a rivoluzionare la pittura.

VENEZIA AL TEMPO DEL MERCANTE DI VENEZIA

Approfondiremo attraverso diversi atti teatrali di Shakespeare i rapporti tra l’Inghilterra e la Venezia di fine Cinquecento, insieme alle ragioni per cui il drammaturgo scelse i territori della Repubblica nell'ambientare ben cinque delle sue opere. Scopriremo la sua società, l’economia, la cultura, l’arte, la salute, la civiltà delle ville, i fasti di una città cosmopolita, la figura delle donne, i matrimoni e l'importanza della comunità ebraica.

LA VENEZIA DI ANTONIO VIVALDI

Sveleremo la storia del Prete rosso -dall’altare al pentagramma- alla luce dell’attrazione che la musica esercitava sui visitatori stranieri, insieme ai virtuosi di strumenti musicali, agli artisti più celebrati, alle "dive" canterine dell’Ospedale della Pietà e di altri istituti, in una città che vibrava all'unisono per il canto e le note musicali. Scopriremo la storia della sua famiglia, paterna e materna, e la sua biografia, ripercorrendo gli spazi della nascita e della giovinezza.

LA VENEZIA DI CARLO GOLDONI

Conosceremo i ritmi di una normale giornata veneziana, dal letto alla toilette, dal Liston ai teatri, dai Caffè ai parlatori del conventi, dai Ridotti alle feste a palazzo, dai Casini (le "piccole case" dei patrizi) al mercato di Rialto, insieme alle frivolezze della società, agli svaghi, ai divertimenti, all'eleganza, alle volubili mode del Settecento veneziano, di cui ne fu rappresentativo figlio l'appassionato commediografo, dalla lunga e baldanzosa vita.

LA VENEZIA DI GIACOMO CASANOVA

Abate, avvocato, bibliotecario, commediografo, diplomatico, editore, fabbricante di stoffe, filosofo, inventore, libertino, librettista, massone, mago, matematico, militare, poeta, romanziere, seduttore, segretario, spia, suonatore di violino, traduttore: chi fu veramente Giacomo Casanova? Lo riveleremo negli ambienti più importanti della sua giovinezza, nelle pieghe del rapporto con una cangiante madre e un'amorevole nonna, nel segno dei primi idilli e delle durature amicizie.

LA VENEZIA DI UGO FOSCOLO

Sgraneremo i valori di patria, libertà, amicizia, amore e passione attraverso gli occhi "dell’inquieto spirto guerrier" del giovane Foscolo, cui fu riservato di vivere a Venezia nella topica fine della Serenissima e nell'altrettanto penoso passaggio da repubblica millenaria a preda di dominazione straniere, in particolare di quella francese. Scopriremo le illusioni e le delusioni di un temerario poeta, in considerazione dei suoi drammi familiari e patriottici.

GRANDI DONNE A VENEZIA

Ripercorreremo le vicende di letterate, pittrici, artiste, rivoluzionarie, laureate, giornaliste, politiche, nobildonne e religiose che osarono davvero qualcosa di impensabile per la loro epoca. Scopriremo come la società veneziana ebbe sempre un occhio di riguardo per la condizione femminile e la promozione di talenti individuali, per il merito, l'eccellenza e le libertà civili, in un contesto di concordia sociale.

VENEZIA E GLI EBREI

Scopriremo la storia dei tre ghetti veneziani dalle origini all’ultima retata nazista, le insolite e ardite soluzioni architettoniche e urbanistiche nella "città degli Ebrei", le tradizioni e le feste nell’ebraismo di ieri e oggi, i piatti da bacaro veneziano, ereditati dalla squisita cucina ebraica. Ci muoveremo solo per esterni tra Ghetto Vecchio, Nuovo e Nuovissimo, riconoscendo le cinque sinagoghe rimaste e l'unico "banco" conservatosi, insieme ai più recenti monumenti alla memoria.

VENEZIA E GLI ARMENI

Scopriremo la Storia e le storie di re, regine, generali, mercanti, santi, letterati, monaci, artigiani, inventori, viaggiatori, guaritori, scrittrici, architetti, pittori e sognatori, dall’Ararat alla laguna veneta, tra passato e presente, tra Armenia e Venezia, tra Oriente e Occidente. E ci stupiremo per i numerosi segni lasciati dalla comunità armena nel linguaggio, nella cucina, nell'abbigliamento e nella cosmesi, nelle feste e tradizioni che da sempre reputiamo locali.

VENEZIA E GLI SPAGNOLI

Scopriremo la storia di una comunità presente fin dalle origini della città e coinvolta in scambi di merci fondamentali e in intelligenti imprese commerciali di ebrei sefarditi. Coglieremo il sigillo impresso da san Domenico nel suo viaggio a Venezia e le considerevoli realtà conventuali di ordini fondati da santi spagnoli, come gesuiti e carmelitani, e pure le reciproche influenze in pittura, il tutto tra sinagoghe, tombe, stoviglie, corride e congiure.

VENEZIA E I FRANCESI

Scopriremo la storia di un re e di una cortigiana, eleganti ambasciate e un bizzarro ambasciatore francese innamorato, poeti e scrittori tra calli veneziane, Napoleone tra furti e orti, i tramonti sull'acqua che tanto colpirono gli impressionisti di fine Ottocento, l'impalpabile sabbia di Fontainebleau utilizzata nell'arte vetraria muranese, i preziosi e arabescati rossi marmi della Linguadoca nelle chiese veneziane, magari, le stesse dei santi patroni francesi.

VENEZIA E I TEDESCHI

Scopriremo la storia della comunità tedesca, unita alla città come "una cosa sola", secondo le descrizioni degli ambasciatori. Ne approfondiremo le ragioni economiche e commerciali, da Barbarossa alle ricostruzioni del Fontego dei Tedeschi, dalle molteplici maestranze specializzate al servizio della Repubblica ai profumi di pane e birra, dai primi stampatori agli artisti che introdussero significative novità, dagli eretici ai liberi pensatori e ai musicisti.

VENEZIA E GLI INGLESI

Scopriremo i motivi dell'ammirazione di Shakespeare per la Repubblica Serenissima, le nuotate di Lord Byron in Canal Grande, i giri in gondola della coppia più romantica al mondo, l'infelice sorte del nobile Foscarini, la fortuna del Canaletto e del console inglese Smith, la storia della prima chiesa anglicana di San Giorgio e i suoi spostamenti, lo stupore del duca di York e la filantropia della comunità inglese che ancora oggi finanzia i restauri di Venezia.

VENEZIA E I GRECI

Scopriremo il mito di Venezia altra Bisanzio ed erede di Costantinopoli, i privilegiati rapporti tra Greci e Veneziani, l'arte delle icone e dei "madonari", la diffusione della lingua greca e i suoi celebri professori, la storia della chiesa greco-ortodossa più famosa e antica in Occidente con la sua cittadella all'interno della città, insieme a racconti di marinai e cavalieri, di una principessa che amava lavarsi troppo e non mettersi le mani in bocca e di torte dietro San Marco.

VENEZIA E I TURCHI

Scopriremo le vicende di popoli e comunità che venivano designate come turche, ma in realtà si trattava di Turchi, Arabi, Persiani e Mori. Furono trama e ordito di una storia comune con Venezia, attraverso merci, lingua, bandiere, cupole gonfiate, assafetida, contaminazioni di piatti, agucchie damaschine, capitani scuoiati, teste mozzate, palazzi con cammelli, corani stampati, scambi di saperi e lezioni di libertà.

LEGGENDE E MISTERI A CANNAREGIO

Sveleremo strane presenze in case e altane, palazzi spezzati e occhi cavati, posate che tintinnano e ante che si aprono, santi protettori d'acqua gettati nelle profondità di un fiume e luminosamente riaffiorati, vampiri veneziani e figlie senza cuore, misteri del Ghetto e di impercettibili rabbini, segreti di Templari e Massoni, storie di vendette e fatti criminosi, anime perse tra calli e campielli, che tuttavia sembrano luoghi innocenti.

LEGGENDE E MISTERI A CASTELLO

Sveleremo feste e leggende della tradizione popolare, storie di misteriosi personaggi e fantasmi sguscianti, portali e palazzi ricchi di brivido, i rimpianti di un campanaro in vendita e di una sposa senza anulare, la scomparsa di una contrabbandiera e di una figlia premurosa, il coraggio di un pescatore innamorato e la rassegnazione di un falegname redivivo, pozzi scomparsi e in cui si scompare, il luogo magico della fortuna che cambia la vita.

LEGGENDE E MISTERI A DORSODURO

Sveleremo la toponomastica segnata dalla cronaca nera e dalle atroci pene capitali, gli attentati al gafaro e al vescovo, le strane finestre tamponate e le orme sui ponti, un tombino da film e una sveglia occulta, le case di Otello e di sette bellezze, soldati e guerrieri senza pace, lo schiavo inascoltato e il cavaliere spaventoso, l’amore come veleno o balsamo, la memorabile vicenda del nobile Foscarini impiccato a testa in giù.

LEGGENDE E MISTERI A SAN POLO

Sveleremo teste tagliate tra artigli di leoni, rosoni nascosti, portoni raddoppiati, emblemi dimezzati, gatti "scova-bimbi", tappe di antichi pellegrini, croci enigmatiche, angoli assolutamente da evitare, sotoporteghi da cui fuggire, papi addormentati, misurati barbacani, la segreta via di fuga dell’adolescente Bianca Cappello, porte storte oppure panciute, mestieri da scoprire incisi negli stipiti, una cicogna immortalata, un lungo ponte di… fantasmi.

CORTI NASCOSTE A CANNAREGIO

Andremo alla scoperta di corti del periodo veneto-bizantino, arconi e simboli medievali, cavalli monumentali e cavalieri scomparsi, dame e Madonne, alberghi e locande dove si consumò la storia, intrighi e complotti, dogi senza testa e dogaresse di cattiva reputazione, preti con tuniche pesanti e fedeli in crisi di nervi, ambienti da romanzo e fatti romanzati, rocambolesche fughe e ritorni fissati al muro, misteri tra passato, presente, l’eterno e l’arcano.

CORTI NASCOSTE A SANTA CROCE

Andremo alla scoperta di scorci suggestivi, luoghi dove il tempo si è fermato, segni di antichi mestieri e di arti scomparse, corti illuminate da luci fiabesche, scherzi bizzarri d’artista, donne sopra le righe, fondaci minori, laboratori di anatomia, inestimabili stamperie, lapidi rare, pozzi risucchiati, battisteri inglobati, porte senza maniglia, pavimenti a spina di pesce, campanelli a tirante, piccole cose di una Venezia minore e sempre seducente.

CORTI NASCOSTE A SAN MARCO

Chi direbbe che a ridosso della maestosa e trafficata Piazza San Marco si possano aprire corti solitarie, visitate da re e regine, percorse da amori tormentati, abitate da famiglie sanguinarie, attraversate da cavalli imbizzarriti, strette da suggestive scale, avvolte da sovrabbondante vegetazione, serrate da colonne medievali, puntellate da scudi patrizi, soavemente deposte nell'acqua, su cui si affacciano palazzi fantastici e vere da pozzo capricciose? Eppure è così.

CORTI NASCOSTE A SAN POLO

Andremo alla scoperta di scenografiche corti con elementi e storie del passato, tracce di verde umido alle pareti, stemmi di animali da bestiario araldico, statue parlanti, tombe appese, ripetuti archi acuti nei pozzi, Madonne intubate, rii che tornano a emergere, pissotte triangolari, arrotondate o a conchiglia, eredi di illustri casate, sole che riflette e crea giochi di ombre tra lo sbriluccichìo dell'acqua e i gradini sommersi.

CORTI NASCOSTE IN VIA GARIBALDI

È l'euforia delle corti la via Garibaldi, sorta sull'interramento di un rio che tagliava un brano molto popolare della città, e attualmente pittoresco, come si può vedere dalla vitalità dei panni stesi, dalle piante al sole, dalle bandiere sventolanti San Marco, da vecchie insegne, da cancelli cigolanti, da edicole sacre naïf, da foto dei propri cari defunti e da oggetti di uso quotidiano che si lasciano fuori casa, in un prolungamento della corte come spazio domestico.

CORTI NASCOSTE A CASTELLO

Andremo alla scoperta di spazi incisi dal tempo e cesellati dalle stagioni, battuti da venti impertinenti, perché prossimi al bacino di San Marco, con alberi le cui radici sollevano i masegni e le cui chiome offrono riparo a rosse panchine, in cui si recita il rosario, dove nacquero o vissero papi e musicisti, insieme a un turbinio di eminenti personaggi, che immaginiamo accompagnati di notte dal lumicino del codega, dallo scalpiccio di passi furtivi e dal frusciare di vesti nere.

DINAMICO CANNAREGIO (il percorso si effettua in diverse passeggiate)

Ci muoveremo dalla stazione ferroviaria di "Santa Lucia" alle Fondamenta Nove, nei luoghi delle trasformazioni urbane più evidenti in città: il ponte di Calatrava, la ferrovia, Strada Nova, i quartieri urbani di fine Ottocento e di recente edificazione, i parchi pubblici, le ex aree industriali, i nuovi spazi universitari, le rettilinee bonifiche medievali, insieme alle chiese di antica fondazione come San Geremia, San Marcuola, San Felice, Santa Sofia e Santi Apostoli.

NOTEVOLE CASTELLO (il percorso si effettua in diverse passeggiate)

Ci muoveremo da San Pietro di Castello ai Santi Giovanni e Paolo, nei luoghi delle antiche origini difensive e della sede patriarcale di Venezia, con un occhio all'Arsenale, la grande fabbrica delle navi, che molto influenzò lo sviluppo del sestiere, insieme alla costruzione dei Giardini in epoca napoleonica, alla presenza delle comunità straniere come i Greci e i Dalmati e alle importanti presenze domenicana a San Zanipolo e francescana a San Francesco della Vigna.

NOBILISSIMO SAN MARCO (il percorso si effettua in diverse passeggiate)

Ci muoveremo da Piazza San Marco a Palazzo Grassi, nei luoghi più rappresentativi del potere e delle celebrazioni della Serenissima, lungo le Mercerie, la strada delle eccellenze manifatturiere veneziane, alla scoperta dei più famosi teatri come il San Beneto, il San Samuele, il Sant'Angelo, La Fenice e dei fastosi palazzi Corner, Pisani, Mocenigo e delle ancora più scenografiche chiese di San Moisè, Santa Maria del Giglio e San Salvador.

POPOLARE SANTA CROCE (il percorso si effettua in diverse passeggiate)

Ci muoveremo da Piazzale Roma a Ca' Corner della Regina (dove la quattordicenne Caterina Cornaro andò sposa per procura al re di Cipro), nei luoghi di giardini e palazzi incantevoli, abbattuti per far spazio ai motori e ai relativi parcheggi, lungo le fondamente sul Canal Grande che presentano i palazzi Tron, Foscarini, Pesaro e il Fontego dei Turchi, inseguendo le tracce di una Venezia minore, medievale e alberata come in Campo San Giacomo dell'Orio.

LABORIOSO SAN POLO (il percorso si effettua in diverse passeggiate)

Ci muoveremo dal ponte di Rialto alla gotica chiesa dei Frari, nei luoghi della leggendaria fondazione della città a San Giacometo e del mercato medievale più importante del Mediterraneo, passando per le labirintiche calli cariche d'echi di lontani mestieri (ochialer, boter, becher, spezier), alle gioie del Castelletto d'Amore, primo bordello di stato al mondo, per finire con la bellezza rinascimentale delle Scuole Grandi di San Giovanni Evangelista e di San Rocco.

ESTREMO DORSODURO (il percorso si effettua in diverse passeggiate)

Ci muoveremo dalla basilica di Santa Maria della Salute a Ca' Foscari, nei luoghi della città più legati all'acqua, come la Dogana, le Zattere, i Magazzini del sale, lo squero San Trovaso, la Marittima, l'Autorità portuale e gli ariosi spazi tra Canal Grande e Canale della Giudecca, tra cui Campo Santa Margherita, alla scoperta delle prestigiose sedi museali (solo esterni) di Punta della Dogana, Guggenheim, Gallerie dell'Accademia e Museo del Settecento a Ca' Rezzonico.

IL PANTHEON AI SANTI GIOVANNI E PAOLO

Approfondiremo i due secoli di vicende costruttive dell'imponente basilica gotica, insieme ai suoi primati: possiede il corredo tombale terragno e monumentale più ricco di Venezia e la vetrata più grande in città. Sono rilevanti anche le absidi poligonali: per poterle ammirare fu creato appositamente uno slargo. Scelta per le sepolture di eroi e insigni personaggi, vi si celebravano gli imponenti funerali dei dogi, tra opere di Vivarini, Bellini, Lotto, Veronese, Bassano, Piazzetta e un capolavoro bruciato del Tiziano.

I CAPOLAVORI DEI FRARI

Santa Maria Gloriosa dei Frari è la sua dedicazione completa e nel "Gloriosa" si rispecchia il titolo perfetto per i capolavori che contiene: opere di Bellini, Vivarini, Donatello e Tiziano, Bregno, Lombardo, Vittoria, Longhena, oltre ai cenotafi dei maestri Tiziano e Canova. Le si affianca uno dei campanili più alti della città e proliferano eleganti cappelle gentilizie, con i loro fastosi corredi pittorici e scultorei. Manifestamente prezioso è il coro ligneo, entro setti marmorei, nella sua posizione originale.

L'OMBELICO DI SAN SALVADOR

È la chiesa ubicata nel baricentro cittadino e non si tratta solo di una questione geometrica. Ne conosceremo le ragioni e la sua somiglianza con San Marco, dopo la ristrutturazione cinquecentesca, che vide avvicendarsi ben quattro famosi architetti, e perché fu scelta per ospitare le ceneri del primo patrono cittadino, San Teodoro, e della regina Caterina Cornaro. Accoglie opere considerevoli di Tiziano e Sansovino, oltre a una pala d'argento cesellato e dorato, che si può vedere solo in rare festività.

LA SALVEZZA AL REDENTORE

Fu edificato come tempio votivo dalla Repubblica al culmine di un sofferto percorso dei cittadini, provati dalla disastrosa pestilenza del 1575-1576. Fu anche il progetto ultimo e apice di una carriera per il Palladio. Mostreremo come umanità e architettura si siano fuse in un'opera maestra, che non ha uguali a Venezia per innovazione di pianta e alzato, per l'equilibrio dell'apparato iconografico e per la sobrietà voluta dai cappuccini, che ne sono ancora oggi i custodi.

IL BALUARDO DI SAN GIORGIO MAGGIORE

Isola concepita in funzione di difesa dell'area marciana e successivamente concessa ai benedettini, divenne un centro culturale, la cui importanza ricadde nelle scelte stilistiche interne ed esterne della chiesa, di cui riveleremo i nessi. Di origine antica, ma ideata nella sua forma attuale da Andrea Palladio e conclusa dopo la sua morte, si staglia per la bianca magnificenza nelle acque del bacino San Marco, nonché per le notevoli opere di Jacopo Tintoretto, di suo figlio Domenico, di Palma il Giovane e Leandro Bassano.

LO SCRIGNO DI SAN SEBASTIANO

La chiesa accoglie la tomba di Paolo Veronese, che l'ha resa un simbolo parlante della fusione tra pittura, scultura e architettura del Cinquecento veneziano. Ne individueremo le emozionanti connessioni, attraverso la storia dell'eroina biblica Ester e senza scordare i legami allegorici con le vicende belliche della Serenissima. Godremo pure della ricchezza lignea e pittorica della sacrestia e, in una cappella, del pavimento a maioliche, inconsuete per la città, insieme alle ante interne ed esterne dell'organo sempre di mano del Veronese.

LA BOMBONIERA DI SANTA MARIA DEI MIRACOLI

Conosceremo le origini di questo piccolo manufatto, un bonsai rinascimentale, intriso di devozione e incrostato di marmi preziosi, nei suoi lati da terra e da acqua, opera di Pietro Lombardo e dei suoi figli Antonio e Tullio. È una scultura, invece, di Giorgio Lascaris la protesa Madonna con il Bambino, sopra l'ingresso. È la chiesa preferita dagli sposi, ancora oggi, per celebrare i matrimoni e come non comprenderli dopo aver scorto lo scenografico presbiterio rialzato, transennato da merlettate balaustre?

L'ANTICA SEDE PATRIARCALE DI SAN PIETRO DI CASTELLO

La storia della chiesa veneziana affonda le sue radici in questa sperduta isola di pescatori di cui San Pietro ne è l'emblema. Troveremo i fili che la annodano all'arte veneziana, come alla santità dei suoi rappresentanti, tra cui il primo patriarca cittadino, il caritatevole Lorenzo Giustinian, cui è riservata sepoltura nel barocco altare del presbiterio, opera del Longhena. Tra i pezzi ragguardevoli delle navate, figura la "cattedra di San Pietro", uno scranno marmoreo con scritte del Corano: un vero rompicapo.

L'ESSENZA DEL SETTECENTO AI GESUATI

Quando si dice un'icona, se ne vede bene ai Gesuati il significato. Santa Maria del Rosario, questo è il nome proprio della chiesa, è l'opera condivisa per intenti dalle tre personalità artistiche più influenti del Settecento veneziano: l'architetto Massari, il pittore Tiepolo e lo scultore Morlaiter. Il loro è un inno alla benevolenza mariana e allo strumento del rosario, che tanto caratterizzò San Domenico e tutti i santi domenicani, in sinergia salvifica con angeli, profeti ed evangelisti, glorificati tra cappelle e nicchie.

I TESORI DELLA PICCOLA SAN GIOVANNI IN BRAGORA

Esordiremo dal campo e dai suoi allettanti nomi, importanti per comprendere la specificità del luogo e del sorgere fin dal VII secolo di una chiesa. Ne vedremo all'esterno la semplice facciata gotica, con un affresco semisbiadito del Battista, ma cosa ci rivelerà all'interno? Una sorpresa dopo l'altra di opere d'arte, tra cui alcune firmate da Bartolomeo e Alvise Vivarini e da Cima da Conegliano, di reliquie che la scelsero come sede (e con i santi non si scherza!), il trono di un papa e il fonte battesimale di Vivaldi.

L'OPULENZA DEI GESUITI

Perché si resta basiti entrando ai Gesuiti? Perché è una chiesa completamente diversa dalle centinaia presenti in città e ricorda piuttosto altre, di committenza gesuita, poste a Roma, Napoli e Palermo. Possiede nella progettazione il marchio aulico dei Gesuiti e comprenderemo cosa si celi nella varietà dei marmi e dei gessi, nella cupola traforata del colossale baldacchino, nelle opere di Tiziano e Tintoretto, nel ciclo della sacrestia di Palma il Giovane, nelle statue degli arcangeli e nella straordinaria facciata con l'Assunta in volo.

IL SIGILLO DEI MERCANTI AI CARMINI

Santa Maria del Carmelo è lo spettacolare frutto delle ambizioni di mercanti ed ecclesiastici, che la arricchirono di opere e significati, commissionate tra gli altri a Cima da Conegliano e al Lotto, ad Andrea Schiavone e al Padovanino, ad Antonio Corradini e a Giuseppe Torretti, le cui memorie onoreremo. Scopriremo le parti trecentesche, che si sono conservate dopo il rinnovamento del Cinquecento e le fastose decorazioni dei secoli successivi, fra archi e intradossi, a celebrazione dell'ordine carmelitano.

IL SANTUARIO DI SANTA LUCIA CUSTODITO A SAN GEREMIA

È una specie di matrioska la chiesa dei santi Geremia e Lucia, tutta da esplorare e da decifrare nei suoi manufatti unici. Troveremo infatti una chiesa dentro l'altra e cappelle che rimandano ad altri santi ancora, in seguito ai rimaneggiamenti dell'originaria costruzione, forse dell'VIII secolo. Rilevante fu la ricostruzione settecentesca, cui si adattò un secolo dopo una cappella per far posto al corpo della martire Lucia, dopo che fu abbattuta la chiesa omonima per costruire la facciata della stazione ferroviaria.

SOTTO IL SEGNO DEL MARE A SAN GIACOMO DELL'ORIO

Chiesa antica, in cui il sapore del mare si scioglie sotto ai nostri sguardi, nel calore di una chiglia di nave rovesciata e di altri elementi giunti da oltremare, come una colonna, magnificata da D'Annunzio. Ne mostreremo le particolarità, tra cui la sua posizione al centro dell'ameno campo, il campanile romanico, le esterne patere bizantine, l'acquasantiera a quadrifoglio, il Crocifisso di Paolo Veneziano, i comparti dorati del Veronese e il ciclo eucaristico di Palma il Giovane, che la rendono infinitamente preziosa.

SANTO STEFANO A SCAVALCO DI UN RIO

Scopriremo l'inedita struttura architettonica che oltrepassa e dà il nome al rio del Santissimo, insieme agli altari di mestieri e di comunità straniere, nonché all'impressionante campanile storto, con il raddoppio del campaniletto a vela. Chiesa gotica con un mirabile portale, presenta anche un superbo soffitto ligneo pentalobato, sotto cui riposano le spoglie di celebri uomini d'arme: il condottiero Bartolomeo d'Alviano e il capitano generale da mar Francesco Morosini. È presente anche un'opera del Canova per il senatore Falier.

IL MISTERO DI SAN FRANCESCO DELLA VIGNA

Conosceremo la storia affascinante e suggestiva di una tra le chiese più prestigiose di Venezia, il cui complesso comprende il monastero, i chiostri, gli orti e la celebre vigna, che ne diede il nome, nonché un inestimabile patrimonio artistico grazie agli architetti Sansovino, Palladio, Longhena, ai pittori Bellini, Negroponte, Veronese, Tintoretto, Tiziano, allo scultore Vittoria e a molte curiosità… insieme a un mistero.

I SIGNIFICATI NASCOSTI DELLA SALUTE

Riveleremo i dettagli di una mole di pietra d'Istria servita a innalzare il tempio votivo, in seguito alla terrificante peste del 1630, e concluso nell'arco di cinquant'anni su un'immensa foresta rovesciata. Scopriremo perché fu un progetto di rinnovamento più ampio della devozione, quali i santi della chiesa nazionale richiamati, quale la forza di Maria "capitana", in un girotondo di simboli, rose, stelle, ali d'angelo e numeri della cabala.

UN SORPASSO DI DEDICAZIONE ALLA MADONNA DELL'ORTO

Originariamente dedicata a San Cristoforo, per il suo legame con l'acqua e le attività della zona, l'imponente chiesa gotica si affidò successivamente alla protezione della Madonna, grazie a una grande statua trasportata da un orto vicino. Sveleremo i segreti di un'opera straordinaria del Cima da Conegliano e delle imponenti tele di Jacopo Tintoretto, riconosciute come capolavori dei due maestri e scopriremo dove è sepolta la famiglia Tintoretto, con Jacopo, Domenico e Marietta in testa alla numerosa schiera.

LA PESTE E IL COMPLESSO DELLA SCUOLA GRANDE DI SAN ROCCO

Comprenderemo come le ripetute epidemie di peste e i loro agghiaccianti effetti furono all’origine della costruzione di chiesa, Scoletta e Scuola Grande di San Rocco, il monumentale complesso in cui Jacopo Tintoretto per decenni forgiò decine di grandi tele, lasciando per l’eternità un capolavoro di bellezza e di fede. Procederemo lungo la stessa processione che si svolgeva in passato per cogliere i significati morali sottesi nella pietra e nei dipinti.

DONNE E TIEPOLO ALLA SCUOLA GRANDE DEI CARMINI

Per l'insieme decorativo costituito da monocromi del Bambini, stucchi di Bossi e Stazio, tele del Padovanino, Piatti, Piazzetta, Lazzarini, Zompini e Menescardi, troveremo nella Scuola di Santa Maria del Carmelo una vera bomboniera, in cui Giambattista Tiepolo ebbe una parte decisiva, ma fu ancora più significativa per il ruolo delle donne nell’organizzazione di questa istituzione: fu tra le poche, infatti, con un organo direttivo femminile.

IL PRESTIGIO DI UNA RELIQUIA ALLA SCUOLA GRANDE DI SAN GIOVANNI EVANGELISTA

In principio ci fu una reliquia, non solo una preziosa reliquia, ma una più rilevante di altre, perché appartenente alla croce di Gesù e, quindi, più fortemente significativa per la redenzione umana. Da tale rarità si sviluppò la Scuola di devozione e si ampliò l'edificio, che noi potremo vedere nell'impianto medievale, in quello rinascimentale, con lo spettacolare scalone di Mauro Codussi e, infine, barocco, senza scordare l'elegante setto marmoreo dei Lombardo in campiello e la dirimpettaia chiesa omonima, di antica fondazione.

GIOIELLI RINASCIMENTALI ALLA SCUOLA GRANDE DI SAN MARCO

L'elegante edificio prende il nome dal santo patrono di Venezia e nella sua monumentale facciata incarna lo spirito rinascimentale, con le prime incisioni prospettiche in città, bassorilievi e altorilievi lombardeschi e pure il coronamento mistilineo del Codussi. È anche l'ingresso dell'ospedale civile, del cui complesso fa parte. L'interno possedeva opere di Gentile e Giovanni Bellini, Paris Bordon e Jacopo Tintoretto, di cui seguiremo le vicende dei trasferimenti.

SANTI E ANIMALI NELLA SCUOLA DALMATINA

Per scoprirne gli antefatti, perlustreremo all'inizio i dintorni della piccola, ma antica e preziosa Scuola Dalmata o degli Schiavoni. Questi furono i fedeli soldati della Repubblica, ma dalla Dalmazia provenivano anche armatori, marinai, mercanti e letterati. Essa vanta una storia ininterrotta e i famosi teleri di Vittore Carpaccio, con i santi protettori della nazione: San Girolamo, San Trifone e San Giorgio, accompagnati dai loro fedeli compagni a quattro zampe.

LE ZATTERE, DAI GESUATI ALLA DOGANA

Si passeggerà tra rii incautamente interrati e antiche saline, innervazioni cruciali al tempo della Repubblica e dismessi magazzini, chiese abbattute o defilate, alberi antichi e altre memorie arboree dei nizioleti, malattie incurabili e gioielli di architettura, case e palazzi che "piegano", i giochi in corte e in canale, stazioni e ponti in ferro progettati e mai realizzati, glicini sulla testa e una banderuola mitica, straordinariamente veneziana.

LE ZATTERE, DAI GESUATI A SAN BASILIO

Si passeggerà tra gli ultimi squeri in città - così estranei all'architettura veneziana per le costruzioni e le loro balconate in legno, ma ormai tra i luoghi più amati e fotografati, con storie di naviganti e salumieri, la contessa più bella d'Europa e il gelato più ghiotto in città, i generosi fratelli dediti alla cura dei giovani, il santo che se ne andava a spasso con un porcello, gli alberghi di ultima generazione e le merci che calavano dalle montagne.

BANCHINA DEL PORTO, DA SAN BASILIO A SANTA MARTA

Si passeggerà là dove gli stretti spazi veneziani si fanno estesi e lunghi, dove non si arriva mai e gli angoli nascosti sono davvero celati ai più, tra moli ed ex magazzini convertiti a nuove funzioni, mercatini e spazi per universitari, la prima impressionante area industriale della città e le strutture che la costellavano, il quartiere isolato dal porto con il muro che affiora a tratti, la chiesa più occidentale e il lembo che fu spiaggia di memorabili feste estive.

RIVA DEGLI SCHIAVONI

Si passeggerà dal ponte della Paglia a quello dell'Arsenale, da una prigione a un granaio, tra i più lussuosi alberghi di Venezia e gli antichi 'hospitali' della Serenissima, luoghi da cartolina e ambientazioni di molti film, case di ispirazione per letterati come Petrarca e Boccaccio, conventi per aristocratiche capricciose e per le figlie della Pietà, un monumento equestre trottolino e una riva allargata, soldati fedeli e internazionali ospiti illustri, icone della mondanità veneziana.

RIVE DEI SETTE MARTIRI E DEI PARTIGIANI

Si passeggerà ai bordi dell'unica via della città e lungo i Giardini della Biennale, tra monumenti alla memoria e poesia, storici personaggi e il bandito gentiluomo, abitazioni antesignane delle case popolari e lotte di classe, fabbriche di ponti e fontane, larghe strade riconquistate e squeri cancellati, una geniale opera di Carlo Scarpa e Augusto Murer, in una Venezia estrema schizzata dalla salsedine, baciata dal sole e accarezzata dalla brezza.

FONDAMENTE NÓVE

Si passeggerà da Santa Caterina alle Cappuccine, tra complessi religiosi felici e corse sul ghiaccio, ampie visioni e storiche progettualità, baruffe tra fratelli dogi e set cinematografici, la prima fabbrica di battelli a vapore e una remiera bianco-celeste, il balcone di Nietzsche e la veranda di Tiziano, il convitto istituito da Napoleone e gli studenti cinesi, il complesso dell'ospedale cittadino e una chiesa piccina, dalla mistica genesi affascinante.

GIUDECCA, DA SAN GIOVANNI AL REDENTORE

Si passeggerà dalla caserma della Finanza "Tommaso Mocenigo" al campo del Redentore, tra le quinte di iconici alberghi e case di riposo, lotti di archistar e romantici edifici ottocenteschi, le scorribande di Michelangelo e D'Annunzio, ricordi di grano e di more, l'Eden della comunità inglese e un vecchio carcere maschile, l'ostello e le cooperative, in un alternarsi di vita operaia e luoghi da sogno, su rive gelide d'inverno, in cui si ondeggia come pinguini.

GIUDECCA, DAL REDENTORE AL MOLINO STUCKY

Si passeggerà dalla chiesa del Redentore all'hotel Hilton, tra moderni complessi edilizi insufflati di veneziana architettura, atelier di giovani artigiani, sperimentazioni di case-bottega e chiostri rutilanti biancheria, teatri nei sedimi di fabbriche e conventi, scuole per nobili barnabotti e per recluse desiderose di futuro, bambini che giocano nel campo in cui una mucca dava latte, in un'atmosfera rarefatta dove per alchimia convivono antico e nuovo.

VENEZIA FANTASTICA

Vedremo dove l’acqua si sposa al cielo, luoghi carichi di verde, di pittori e artisti incantati, di "salizade" e rii interrati, di cavalli e portoni di posta, di botti e acquavite, di marmi e statue, di pozzi mignon e dimezzati, di lapidi e specchi rovesciati, di un doge sobrio e ardimentoso, di una malalingua costretta a pagar lo scotto, di spiritelli e angeli volteggianti, di arti e mestieri d'altri tempi - conservati fino al presente, di rari equilibri con la natura, curiosità e leggende.

VENEZIA FESTEVOLE

Conosceremo le feste civili e religiose degli antichi Veneziani, le "uscite" del doge e della Signoria, le occasioni per processioni e cortei, le cavalcate sul Canal Grande e gli spettacoli con gli animali, i divertimenti e i matrimoni, gli abiti delle cerimonie, i giochi nel verde e sull’acqua, i tempi delle feste e delle proibizioni, la divisione in città tra Castellani e Nicolotti, i "luni del Lio" e le sagre popolari, la leggenda nera di Ca' Dario e Ca' Venier dei Leoni, angoli suggestivi e insoliti.

VENEZIA ROMANTICA

Quale sfondo migliore di Venezia per storie romantiche, a volte persino tragiche? Perché la città infiamma i cuori degli amanti: per poco, per tanto, per sempre, uniti in vita e in morte, Venezia celebra ogni storia d’amore, ieri e oggi. Percorreremo così le sfolgoranti tracce di giovani poeti, attempati scrittori, vigorosi dandy, imbelli patrizi, coraggiosi amanti, miliardarie americane, fedifraghe inglesi, affascinanti veneziane, spavalde pantere e colte fanciulle.

VENEZIA SIMBOLICA

Esiste nelle pietre veneziane un livello di conoscenza nascosto: dietro le facciate, oltre le superfici, dentro le cose. Nel labirinto delle sue calli si intrecciano simboli, dall’astrologia all’alchimia, dalla cabala alla massoneria, dai numeri alla geometria, in una girandola di stratificazioni dovute al cosmopolitismo, alle libertà religiose e culturali, alla diplomazia e alle ambizioni politiche, ma soprattutto al mito che la Serenissima coltivò e perseguì di se stessa.

VENEZIA GOLOSA

Individueremo gli ingredienti alle origini della cucina veneziana e le contaminazioni dovute agli scambi commerciali, la cultura e le stranezze del cibo nei secoli, i piatti tradizionali e le tavole delle feste, i banchetti dei dogi e i festini cittadini, la ricchezza apportata da spezie e caffè, l'avventurosa storia del baccalà, l'epica ascesa del vino a bene privilegiato, ricette e piccoli segreti per golosi, il mangiare e il bere nella toponomastica.

VENEZIA CITTÀ DEI LIBRI

A Venezia non fu inventato il libro, ma fu la città che più contribuì alla sua diffusione dopo l'invenzione della stampa a caratteri mobili e che tutelò i privilegi dei primi stampatori tedeschi, come accolse a fine Quattrocento il più importante e moderno editore: Aldo Manuzio. Nella visita a una importante biblioteca scopriremo quali ragioni lo permisero, quali primati vanti la città e quali tesori di editoria antica, tra cui alcuni inestimabili, qui si conservino.

VENEZIA CITTÀ DEGLI ANGELI

Scopriremo il sesso degli angeli? Forse… In ogni caso, ci stupiremo per la massiccia presenza di angeli e arcangeli, cori e schiere angeliche presenti in città, nei punti più alti e visibili, pubblici e privati, simbolici e rappresentativi, oltre che infissi in muri, portali, stemmi, formelle, patere, oppure dipinti. Resteremo meravigliati per il fascino della loro storia a partire dalla mistica ebraica e per un misterioso enigma nella chiesa dei Gesuiti.

VENEZIA CITTÀ DELLE FEDI

Capiremo come la "sacra geometria urbana" sia alla base della religiosità complessa e ricca dei Veneziani. Ci sorprenderemo per il loro spirito tollerante e l'ecumenismo promosso ancora oggi, per la devozione e la pratica di culti orientali, per il tesoro delle reliquie, per l'inclinazione ai santi d'acqua, per il fascino di personaggi come il cardinale Gasparo Contarini e fra' Paolo Sarpi, per la grande umanità dei papi veneziani e per la schiera di santi nazionali.

CURIOSO CARNEVALE

Ci muoveremo nell'area marciana alla scoperta di cosa rappresentò il Carnevale a Venezia, evento tra i più rinomati in Europa: fu opportunità per ritualizzare vittorie contro i nemici e confermare la supremazia dello Stato, occasione per tutti di mascherarsi e divertirsi nell'anonimato del travestimento, possibilità di favorire l'economia di botteghe, locande, caffè, case da gioco, sale da musica e teatri grazie alle spese folli dei partecipanti.

VENEZIA SPETTACOLARE

Sarebbe da non crederci, ma ci fu un tempo in cui il sestiere di San Marco stava per cambiare nome e assumere quello di Spettacolo. E perché? Per il gran numero di teatri e per gli spettacoli di ogni genere, offerti quotidianamente in ciascuno. Scopriremo così le storie e le curiosità dei più famosi teatri cittadini del Settecento, come il San Luca-San Salvador, San Beneto, Sant'Angelo, San Samuele, San Moisè e l'ultimo edificato: la Fenice.

VENEZIA LIBERTINA 1

Scopriremo il grosso affare del bordello di stato: come si chiamava, dove, quando e perché fu istituito, chi vi lavorava e con quali modalità. Esploreremo anche la vita delle donne sposate nel Settecento, in particolare di un'élite veneziana di affascinanti, generose e colte signore, con stuoli di giovani cicisbei, senza trascurare l'abbiccì della vita conventuale femminile e maschile, particolarmente gaia, in un tempo in cui tutti erano mossi dal cuore e dalla passione.

VENEZIA LIBERTINA 2

Approfondiremo l'evoluzione dei casini veneziani dal Duecento al Settecento, lo sviluppo delle case di tolleranza fino alla loro chiusura a metà del secolo scorso, le cure delle malattie veneree e i sistemi contraccettivi nel passato, colori e simboli delle cortigiane in pittura, i vezzi modaioli, al cinema per "andar co le man in pescada", fatti di cronaca cittadina e la conoscenza di un minimo glossario per parlar "grasso" come i Veneziani.

VENEZIA LIBERTINA 3

Sveleremo, di qua e di là del Canal Grande, i fuochi e le fiamme di Gabriele d’Annunzio, le bizzarrie da vamp della contessa Casati Stampa, i segreti della "Bellezza vivente", la più avvenente veneziana a cavallo tra Ottocento e Novecento, il caso della contessa Tarnowska e gli assassini a sfondo sessuale di Cà Dario, le marchette in gondola degli esuberanti gondolieri per il giro di facoltosi uomini del puritano nord Europa.

VENEZIA LIBERTINA 4

Mostreremo formelle e miti erotici tra le arcate delle Procuratie Nuove, i conventi allegri dell’aristocrazia veneziana, gli eccessi di religiose disinibite, dall'abbigliamento ai travestimenti, il sestiere di Castello "covo dei bastardi", le vaganti in Riva degli Schiavoni e sulle navi, i luoghi di Veronica Franco, cortigiana di rango, e il ruolo delle cortigiane nella società del Cinquecento, con le luci e le ombre di una sessualità libera.

VENEZIA LIBERTINA 5

Tutto ha inizio con le parole, ecco perché vaglieremo l'origine di alcuni divertenti termini comuni e di arguti detti popolari, insieme ai conclamati "gingilli" di un celebre condottiero. Scopriremo le prove cui fu sottoposto il duca di Mantova per accertarsi della sua virilità, quali piatti goliardici stimolavano gli appetiti sessuali dei Veneziani, come ci si regolava in caso di corna tra amici, quando non conveniva supplicare la Madonna delle Grazie.

VERDI PARADISI VENEZIANI A SANTA CROCE

La natura a Venezia è già un miracolo, ma chi si immagina che qui crescessero piante di ogni specie e fiori esotici, da vincere premi internazionali? che tra i ruderi di un castello si imponessero delle voliere e una terrazza da ballo sulla laguna? che ci fossero percorsi per le carrozze? e un moderno giardino d'inverno, chi se lo aspetterebbe? e un minimalista spazio verde su disegno di Carlo Scarpa? e un giardino sdoppiato, dono di una coppia innamorata e oggi perfettamente restaurato?

VERDI PARADISI VENEZIANI A CANNAREGIO (il percorso si sviluppa in due passeggiate)

Nei giardini, sfidando l’acqua salmastra e la poca terra disponibile, i Veneziani hanno saputo creare ambienti suggestivi, romantici e con viste magnifiche sulla laguna nord. Oltre agli iris e alle ninfee, scopriremo pagode, tempietti, grotte, finti ruderi, montagnole collegate da ponti cinesi, passaggi fioriti di glicine e d'uva, pavimenti antichi, serre diventate sale, un teatro che si affaccia sul prato, tra uno scodinzolìo di cani e uno sciamare di bambini.

VERDI PARADISI VENEZIANI A CASTELLO (il percorso si sviluppa in due passeggiate)

Nel più esteso sestiere della città il verde si dilata e diventa ora pineta con ampi viali, ora parco che accoglie i giardini pubblici e quelli della Biennale, ora vigneto e orto dei francescani. E nel mezzo si susseguono angoli per la meditazione e corti per le piante aromatiche da usare in cucina, fontane lineari e madonne a protezione della cinta muraria, giardini patrizi e romantici impensabili spazi, straripanti di lillà e vite canadese.

VERDI PARADISI VENEZIANI ALLA GIUDECCA

Che genio quel lord Eden, che creò il giardino ottocentesco più famoso di Venezia, con narcisi e gigli, peschi e ciliegi. Piante e fiori dalle simbologie religiose e laiche, si possono trovare, invece, presso francescani e clarisse, e ovunque pitosfori, a protezione del vento salmastro della laguna sud, che alita sulle vigne del Cipriani e sugli orti di una fortunata casa di riposo, dove gli ospiti possono coltivare i frutti della terra e portarli in tavola.

LE ORIGINI: VENEZIA RICICLONA

Quando, dove, come nacque la città? Quali furono gli influssi romani, bizantini, ravennati? Dove si trovano i pezzi riciclati? Quali modelli per la basilica di San Marco? Esistono superstiti millenari? In una passeggiata da Rialto a San Marco risponderemo a tali domande e vedremo un capovolgimento originale dei ritrovamenti del passato: non in basso, ma in alto dovremo cercarli e dalla necessità di materiali da costruzione che mosse la nascente Venezia.

IL DUECENTO: VENEZIA CASALINGA

Quali antenate ha la casa veneziana? Come ha influito l’ambiente nella sua costruzione e nella distribuzione dei locali? A cosa si deve il suo successo nei secoli? Quali arti arricchirono gli interni duecenteschi? In una passeggiata da campo San Giacomo dell'Orio a Rialto risponderemo a tali domande e scopriremo come il "fontego" (fondaco in italiano) sia il longevo nome della casa veneziana dal medioevo alla sua caduta.

IL TRECENTO: VENEZIA SOSPESA

Come riuscirono i Veneziani a tirar su chiese gotiche su tanta instabilità? Come le ornarono? Quale altra stupefacente costruzione è “volteggiante”? Quali storie sospese tra cielo e terra ne raccontano i capitelli? In una passeggiata da campo Santi Giovanni e Paolo a Piazza San Marco risponderemo a tali domande e vedremo l'abilità edificatoria di quegli arditi ingegni, basata sì su conoscenze e tecniche, ma soprattutto su una visione d'insieme di spirito e materia.

IL PRIMO QUATTROCENTO: VENEZIA FIORITA

Un fiore è un fiore, eppure a Venezia i fiori sfidano il tempo e le leggi statiche, diventando intrecci, arabeschi, trame, cortine e pareti dello stile che più di ogni altro caratterizza l'immaginario collettivo: il gotico fiorito. In una passeggiata da Piazza San Marco a campo San Samuele vedremo la trasformazione delle pareti di Palazzo Ducale e del coronamento della basilica marciana, insieme alla loro diretta trasfusione nelle residenze patrizie cittadine.

IL SECONDO QUATTROCENTO: VENEZIA ORNATA

Come si passa dalle pareti merlettate all’equilibrio generato da numeri e simboli? Quale fu la prima opera della Rinascenza? E il Rinascimento quali capolavori elargì a Venezia? In una passeggiata dal campo dell'Arsenale a quello dei Miracoli risponderemo a tali domande e vedremo la capacità di generare bellezza attraverso la lezione del passato e dei classici, spinti da una fiducia incrollabile nell'uomo e nella conquista del suo posto nel mondo.

IL PRIMO CINQUECENTO: VENEZIA ELEGANTE

Dall’ornamento alla funzione, dalla somma di volumi alla spazialità, dalla prospettiva alla pittura tonale: quale cammino per fissare i valori rinascimentali a Venezia? In una passeggiata dalla chiesa di San Giovanni Crisostomo all'area realtina risponderemo a questa domanda e vedremo il dispiegarsi in città del genio dei Bellini, di Giorgione, Pordenone, Tiziano, Del Piombo, Bordon, Lotto, Tintoretto e Veronese, insieme ai Lombardo, Codussi e Scarpagnino.

IL SECONDO CINQUECENTO: VENEZIA MITICA

Com’è riuscita a diventare una leggenda Venezia? Come e quando si è costruito il mito del buon governo, della giustizia, dell’armonia, della saggezza, della concordia sociale, della pace e della cultura della Repubblica? In una passeggiata in Piazza San Marco risponderemo a tali domande e vedremo come la lungimiranza del doge Andrea Gritti e l'architettura del Sansovino abbiano saputo dar corpo agli ideali e a consegnarli all'eternità.

IL SEICENTO: VENEZIA AEREA

La vocazione teatrale di Venezia si incarna nello spirito barocco dal ritmo veloce, nelle facciate laiche, negli eserciti di statue scenografiche, nelle glorie di famiglie attraverso monumenti funebri. In una passeggiata da campo Santa Margherita alla chiesa di San Moisè vedremo le deflagrazioni verso l'alto, il concavo e il convesso di montagne di pietra trasportate in laguna per rivestire palazzi e chiese, opulenti manifesti di un gusto per l'eccesso.

IL SETTECENTO: VENEZIA LANGUIDA

Diafane sante, miti da soffitto, nei e cicisbei, ridotti e casini, pastelli e morbidezze: come si concluse lo stupendo volo dell’arte veneziana? In una passeggiata dai Gesuati all'antico Ridotto risponderemo a tale domanda e vedremo le altezze sublimi di una città che non si ripiegò su se stessa, ma seppe planare con grazia tra i pennelli di Tiepolo e Guardi, le architetture di Tirali e Massari, le sculture di Morlaiter e Corradini, le musiche di Vivaldi e Albinoni, le commedie di Goldoni e Gozzi.

DA PONTE A PONTE, NEL CUORE DEL CANAL GRANDE

Dal ponte di Rialto a quello dell'Accademia scopriremo cosa fu abbattuto e cosa fu costruito alla fine dell'Ottocento nel sestiere di San Marco, il più rappresentativo per storia e funzioni. Vedremo i segni inferti dalle bombe austriache e dall'interramento dei canali, i manufatti in ghisa che ancora decorano la città e gli eleganti negozi liberty. Troveremo le sedi di istituzioni culturali fondate nell'Ottocento e la loro opera importante per la resilienza della città.

STRADA NOVA: STORIA DI UNA VIA

Cercheremo di capire come e perché oggi è così facile arrivare dalla stazione ferroviaria fin quasi a Rialto, percorrendo quella che non è propriamente tutta Strada Nova. Ci racconteremo in quali epoche fu pensata e costruita, dove c'era acqua e dove no, andremo per antichi percorsi pedonali e vedremo bellissime architetture che hanno resistito, anche solo parzialmente, agli sventramenti urbanistici per flussi più rapidi verso il centro cittadino.

VENEZIA INDUSTRIALE: CANNAREGIO

Esploreremo la zona di Cannaregio basso in cui la penetrazione della linea ferroviaria Milano-Venezia condusse a una proposizione industriale e commerciale con erezione di ponti in ferro e ghisa, macchine a vapore, pompe aspiranti, presse e torchi idraulici per produrre profumi, siluri, fiammiferi, farina, pasta, biscotti, brillantina, zucchero e canne di vetro, mescolandosi ad antiche cererie, tintorie, salumerie e al macello cittadino.

VENEZIA INDUSTRIALE: DORSODURO

Esploreremo la zona di Dorsoduro alto in cui il potenziamento della zona portuale portò all'interramento di vaste aree paludose e alla chiusura di canali per realizzare infrastrutture marittimo-commerciali, magazzini, depositi di petroli, caldaie, cisternoni per officine del gas, l'acquedotto e la mole notevole del cotonificio, che dava lavoro a quasi mille addetti, in maggioranza donne. Vi passava naturalmente la ferrovia, che implementava l'operatività dell'area.

LA VENEZIA DI MARCO POLO

Esploreremo la vita quotidiana nella città medievale e marinara del celebre veneziano, giunto fino agli allora estremi confini del mondo, la cui avventura partì dal fondaco di famiglia, la casa-magazzino dei mercanti veneziani, capace di stipare merci rare e preziose, insieme a influssi e sapori d’Oriente. Scopriremo le sue vicende e quelle dei suoi più stretti familiari, alla luce di una Venezia abile e ingegnosa, capace di un'efficace organizzazione in patria e in mare.

VENEZIA PRIMA DI MARCO POLO

Come è possibile che una città-stato, sviluppatasi per necessità su poca terra e tanta acqua, tra molte limitazioni, sia stata capace di diventare la terza città più popolata d'Europa e di svilupparsi come mercato mondiale? Solo comprendendo le ragioni storiche, economiche e politiche, dalle Crociate alle reliquie, dalle trasformazioni del lavoro a quelle navali, dagli schiavi ai tessuti, dal controllo dei fiumi alle carovane, dal Ducato al Comune, si può penetrare nella testa della famiglia Polo e della loro epica vicenda.

VENEZIA E L'ORIENTE

Di quale Oriente si tratta? I Veneziani avevano regolari rapporti con il vicino e il medio Oriente e acquistavano merci nel sud-est asiatico, ma Marco Polo raggiunse e visse nell'estremo Oriente in un periodo di grandi trasformazioni, seguite alle invasioni mongole, la cui presenza condizionò arte, società e fede e produsse pure contaminazioni profonde. Ne possiamo trovare traccia nei tappeti, nelle ceramiche, nei panni dorati, nella seta, nelle pellicce, negli utensili metallici e nelle arti decorative.

CON GLI OCCHI DI MARCO POLO: IL PORTO

Cosa avremmo visto in quella che oggi chiamiamo Riva degli Schiavoni e davanti a San Marco?Navigli fluviali, flotte di galere, grandi barche rotonde, imbarcazioni mercantili statali e navi da guerra, insieme a merci di ogni tipo e a uno sciamare di uomini, donne e bambini. Li avremmo potuti vedere in quasi tutte le stagioni dell'anno, grazie alla rivoluzione nautica avvenuta al tempo di Marco Polo, quando si cominciò a usare la bussola, a redarre i libri portuali e le carte nautiche e a modificare metodi di navigazione e costruttivi.

CON GLI OCCHI DI MARCO POLO: I MESTIERI

Non solo la vendita di merci, ma la loro lavorazione in città caratterizzava l'economia veneziana al tempo di Marco Polo. Importanti erano le produzioni tessili, chimiche e dell'edilizia. Preziose erano le fabbricazioni del "vetro marino", che si distingueva dal "vetro di bosco" dei paesi nordici, degli occhiali, delle perle, di coppe e di tazze. Molte richieste avevano i fabbricanti di sapone, gli orafi e gli argentieri, i tintori, i sarti, i calzolai, i pellicciai, i maschereri e i "muschieri", creando le arti che fecero la gloria della Repubblica nei secoli.